America amore
Come poteva essere l’America alla fine degli anni cinquanta? Alberto Arbasino risponde amore. In “America Amore” l'autore immerge il lettore in una America che ha vinto la guerra e che cresce come in preda a un lievito speciale. Cresce ovunque, sia economicamente e politicamente che artisticamente e socialmente. Dal rigore prestigioso e moderno dei corsi e delle lezioni ad Harvard, al rigore patinato e musicale di Brodway, in una serie di incontri con alcune tra le più importanti personalità intellettuali e di spettacolo dell’epoca. Personaggi del calibro di Kissinger, Schlesinger, Galbraith, Riesman, Burnham, e poco dopo divi come Ethel Merman, Mary Martin, Charles Boyer, Claudette Colbert, Paul Newman, Geraldine Page, Lauren Bacall, Elizabeth Taylor. E poi Tennessee Williams, Jerome Robbins, Gene Kelly e Bob Fosse. Che nemmeno vivendo quattro vite ci si immagina sia possibile incontrare tutti loro.
Solo un italiano non qualunque poteva riuscirci. Un italiano giovane e bello, letterato e privo dei pregiudizi che un italiano qualunque si porta sempre con sé ovunque sbarchi nel mondo, come una coperta con la quale proteggersi, cucita addosso in un momento di distrazione, difficilissima da togliersi. E chi la porta ancora suda tanto, specialmente d’estate. E chissà quanto in California negli anni sessanta, con il caldo che faceva e le feste che si facevano. E il fuoco delle rivoluzioni e il profumo dei fiori e dei suoi figli che stavano nascendo senza coperte cucite addosso. Nudi per la pace e per un mondo nuovo. Da costruire con la felicità negli occhi e la libertà dei corpi, ritornati proprietà della natura e non schiavi di altri uomini e delle loro idee bellicose e violente. Che se alla fine il mondo nuovo non è ancora arrivato, magari senza i figli dei fiori di poteva andare anche peggio.
E che dire degli incontri e delle conversazioni con gli intellettuali protagonisti della letteratura come Truman Capote e Jack Kerouac, o Edmund Wilson, Saul Bellow, Mary McCarthy. E i sabati del Village? Come dimenticarli?
Scoprire la vita tra San Francisco e Los Angeles, e viverla. A Hollywood, a Stanford, a Berkeley. Con affermazioni forti che avrebbero pesato sulla non solo nostra cultura futura e con addosso il gusto e gli odori di sapori nuovi e sconosciuti. New Orleans, New Mexico, Taos, Key West, Cape Cod, Fire Island, Honolulu…
Mondi lontani che in “America Amore” di Alberto Arbasino ritornano per ridarci forza e bellezza in un presente che da qualunque parti lo si guardi appare spesso più scuro di quegli anni luminosi di alternative e magie sotterranee di tribù teatrali e cinematografiche, controcorrente
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