Le brave ragazze non leggono romanzi
Un manuale snello e ironico che demolisce la figura edificante e mielosa incarnata dalla donna che legge. Uno sguardo innovativo e iconoclasta sul rapporto tra una donna che legge e i libri. Un saggio divertente che libera le lettrici dal giogo imposto da secoli di posizione subalterna: la lettura diventa una liberazione che origina dal desiderio, si manifesta nel sesso (lettura e libri come liberazione sessuale?), attraversa il corpo della letteratura e il corpo delle donne. La lettura inaugura, così, l’apprendistato verso una consapevolezza piena e matura: se per Rousseau nessuna ragazza dai casti costumi dovrebbe leggere romanzi, Francesca Serra ne rovescia l’ammonimento, dichiarando a gran voce che ogni fanciulla, prima ancora di essere un’amante, deve imparare a diventare una grande lettrice; che si tratti di Alice prossima a gettarsi all’inseguimento del Bianconiglio, della Novella Eloisa che legge avidamente una lettera dell’amato Saint-Preux, di Marilyn Monroe, colta in uno dei suoi ultimi scatti sulla spiaggia di Coney Island, mentre sfoglia l’Ulisse di Joyce. Cosa sarebbe stato della povera Emma Bovary se ne avesse seguito i consigli?
Fonte: Bollati Boringhieri
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