Tristissimi giardini
“Periferia diffusa” è concetto assai diverso che “città diffusa”, meno rassicurante, meno elegante, con una connotazione spregiativa che va al di là delle intenzioni dell’autore di questo scritto, il quale, sia detto per inciso, è nato, ha vissuto e si ostina a vivere esattamente in quella periferia diffusa di cui va scrivendo. Che si tratti di periferia e non di città, mi sembra evidente e nient’altro che logico; e che sia diffusa e continui a diffondersi, anche questo mi sembra evidente e non meno logico. Tutte le città, a dire il vero, si espandono attraverso la periferia. Un centro, per definizione, non può espandersi. Nel caso delle città italiane, dove alla parola “centro” si deve sempre aggiungere l’aggettivo “storico”, una sua espansione è due volte negata. Ma storica è solo la cornice, e così, camminando per il centro di Vicenza, si avverte la scissione tra lo sfondo e la vita di tutti i giorni, che appare vuota, insipida, futile, gratuita, decisamente non all’altezza di quel magnifico sfondo.
- Login o registrati per inviare commenti





